Obama esordì: Hello Chicago…. Neo-capitale contro la “cialtrona” NY

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Francamente ne aveva bisogno. La sua fama di città ricca e moderna si era appannata negli ultimi decenni, anche perché New York aveva fatto grandi passi avanti nello stesso tempo. Chicago, però, era rimasta la città preferita di Frank Sinatra che l’aveva immortalata con una delle più famose canzoni dell’artista italo-americano. Ne aveva bisogno ma ora ci penserà Barack Obama a ridarle lustro e – perché no – anche ricchezza. Non so se ci si è accorti di una cosa; il nuovo presidente degli Stati Uniti ha in un certo senso riacceso il campanilismo tra i due giganti americani. New York e Chicago hanno sempre avuto un rapporto tipo Milan-Inter, o Roma-Lazio, pur essendo distanti 600 miglia l’una dall’altra.

Barack Obama, con il suo stile fresco e accattivante, sta riaccendendo l’animo degli americani, quell’animo divenuto gelido e arido negli ultimi dieci anni. Man mano che guardiamo da vicino, che studiamo il sistema di vita di questo giovane “abbronzato” di Chicago, ci accorgiamo che si tratta di un galantuomo intenzionato a fare buone cose per la nazione. Cerca, da ottimo avvocato harvardiano, di non fare sbagli, cerca di circondarsi di persone che conoscono il mestiere, ha capito che l’esperienza acquisita sul campo vale molto di più delle lezioni apprese sui banchi scolastici.


Obama a Chicago

Obama è uno di quelli che credono nel detto: chi sa fa, chi non sa insegna. Chicago è orgogliosa del suo presidente, come lo fu per Abramo Lincoln 150 anni fa, eletto in un periodo ancora più grave e sanguinoso di quello che stiamo attraversando oggi. Chicago ha già aggiunto il nome di BaOb (come lo chiamano in Illinois) a quelli dei famosi Daley, del premio Nobel di Fisica Enrico Fermi, di Ernest Hemingway e perfno di Hugh Hefner. E se New York insiste sul fatto di avere più grattacieli di Chicago, questa città dalla carne squisita ricorda a New York che il primo grattacielo nel mondo fu costruito proprio a Chicago.


Chicago, la città dei grattacieli

se New York ricorda che Al Capone fece la sua fortuna a Chicago, la risposta non si fa attendere: mafia e Cosa Nostra hanno trovato terreno fertile proprio a New York. Obama conosce bene tutte queste cose. Sia la signora Clinton che il senatore John McCain gli avevano fatto notare che i suoi appuntamenti potevano benissimo essere affrontati nella “più famosa metropoli del mondo”. Macché, vi sbagliate ha lasciato intendere Obama. Vi invito a Chicago per respirare un po’ di aria fresca. A McCain il nuovo presidente ha chiesto una mano per risolvere quei problemi dove le loro vedute cambaciano. McCain ha detto subito di sì ed ecco la prima vera vittoria di Obama. Classe, pazienza, fermezza e l’occhio sempre rivolto al benessere degli Stati Uniti.

Volete vedere che questo giovane amante del basket e del web ci farà veramente sognare negli anni a venire? E saprà anche riaprire le porte ormai chiuse con molti Paesi del mondo per questioni politiche del passato. Hanno definito Chicago la “windy city”, la città ventosa. Ma non perché la metropoli del Mid West riceve sferzanti folate di vento scivolate lungo il Great Lake. Si tratta, invece, di un eufemismo. Il wind, il vento, altro non è se non le “chiacchiere al vento” di tanti vecchi politicanti chicagoani.

Con Barack Obama, c’è da credere, tornerà il vento della natura che spazzerà tutta l’immondizia accumulatasi da tanti anni a questa parte in questa bella città seria e modesta, non cialtrona e braggadocia (millantante, ndr) come New York. Chicago è sempre stato il cancello verso il West. D’ora in poi vedrete che quel cancello si aprirà in entrambe le direzioni. Era ora.


La vittoria di Obama e la sconfitta di McCain in immagini. 

AFFARITALIANI

Obama esordì: Hello Chicago…. Neo-capitale contro la “cialtrona” NYultima modifica: 2008-11-24T08:27:15+01:00da michelepositano
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