Wal Disney italiano/ Iginio Straffi, padre delle Winx, ad Affaritaliani: così ho rilanciato il cartoon made in Italy nel mondo

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L’hanno definito il Walt Disney d’Italia e il paragone non è per nulla azzardato. Igino Straffi, amministratore delegato della casa di produzione di animazione Rainbow e autore di “Winx Club“, la serie televisiva con protagoniste sei fate diventata un caso mediatico e commerciale, ha infatti sdoganato nel mondo il cartone animato italiano e ora si appresta a conquistare anche le platee internazionali con lo spettacolo interamente sul ghiaccio “Winx on Ice”, primo musical tricolore esportato all’estero, attualmente in tournée per l’Italia. Affaritaliani lo ha raggiunto al telefono a Singapore, dove si trova il lancio del film “Il segreto del regno perduto”.

Hai sempre avuto passione per i fumetti?
“Sì, da piccolo divoravo Topolino, Soldino, Geppo. Poi sono passato al Corriere dei Ragazzi e agli albi della Bonelli: da Zagor a Black, fino a Macigno. Già dalle elementari ho cominciato a disegnare storie a fumetti e quando frequentavo il liceo ho iniziato a pubblicare le prime tavole”.

La gavetta è stata dura?
 “Molto. Nel 1995 ho fondato con altri soci Rainbow e ho cominciato a girare il mondo per mostrare i miei cartoni, ma ho dovuto superare il pregiudizio che gli italiani non fossero capaci di realizzare valide serie animate”.


Iginio Straffi

Quando sono arrivati i primi successi?
“Nel 1997, quando Rainbow ha vinto il primo premio nella categoria dei prodotti interattivi per bambini al Film Festival Avanca in Portogallo con il cd interattivo di Tommy & Oscar. Due anni dopo abbiamo prodotto insieme alla Rai l’omonima serie animata, trasmessa in 40 paesi. E’stato l’inizio della svolta: nel 2000 abbiamo sviluppato la property di Winx Club e l’anno dopo, in collaborazione con Gardaland, abbiamo creato la nuova serie Prezzy, mascotte del grande parco divertimenti, lanciata nel 2003”.

Come è nata l’idea del Winx Club?
“Dalla constatazione che erano anni che sul mercato mancavano film di animazione pensati per le bambine e poi ero interessato ad approfondire il lato psicologico delle donne nella fase di transizione tra i 16 i 18 anni”.

Qual è la filosofia alla base del progetto?
“Volevo diffondere la cultura italiana ed europea e riproporre in chiave moderna la lotta tra il bene e il male, rivalutando la figura della fata e superando la tradizione che voleva le fate belle e le streghe brutte. Ecco perché le protagoniste della serie sono tutte belle, con ali colorate e abbigliamento moderno. E vanno a scuola, come le bambine che guardano il cartone, in modo che le bimbe si identifichino con il mondo delle Winx”.

Quali sono state le maggiori difficoltà?
“E’ stato difficile individuare il nome adatto alla serie. Inizialmente avevo pensato alla parola inglese wings, che significa ali, ma mi sembrava troppo banale. Sarebbe stato meglio un neologismo. E una notte, mentre facevo la doccia, ho avuto un’illuminazione e ho coniato il termine Winx, che ha una certa assonanza con wings. Poi ho aggiunto la parola Club, perché le bimbe tra i 6 e i 12 anni sentono la necessità di riconoscersi all’interno di un gruppo”.

A otto anni dal lancio, qual è il bilancio di “Winx Club”?
“Ottimo: la serie animata, giunta alla terza edizione, viene trasmessa da oltre 100 reti televisive in 90 paesi. A marzo andrà in onda la quarta serie sulla Rai. Non solo: il primo film ‘Il segreto del Regno perduto’, distribuito nel 2007, è stato un successo, così come anche il musical Winx Power Show. E poi bambole, diari, zaini, astucci, quaderni con il marchio Winx Club sono i più venduti in Italia nei rispettivi segmenti commerciali e hanno generato il maggior fatturato nel mercato dei giocattoli basato su licenze”.


Le Winx

Le fatine ti hanno quindi reso ricco?
“In effetti avrei potuto mettere via una piccola fortuna, ma ho reinvestito quasi tutto nella Rainbow”.

Parliamo di numeri…
“Abbiamo sostenuto in otto anni un investimento di circa 50 milioni di euro con un ritorno approssimativo di 100 milioni di euro”.

E ora quali sono i tuoi progetti?
“In questo momento mi trovo a Singapore per il lancio del film. E’ appena uscito per Mondadori il mio primo romanzo ‘Maya’, scritto con Silvia Brena e ho venduto i diritti anche in altri 40 Paesi del mondo. A febbraio pubblicheremo la rivista “Maya” e se dovesse avere successo produrremo un film per il piccolo e il grande schermo. Infine a gennaio debutterà su RaiDue Huntik, una nuova serie pensata per i maschietti. Sarà ambientata in Europa, tra storie leggendarie e misteri”.

Per concludere, il tuo sogno nel cassetto?
“Aprire un parco giochi dedicato alle Winx vicino a Roma. Sono due anni che ci penso e un anno che ci lavoro. Si parla però di un investimento di circa 300 milioni di euro e la Rainbow non può sostenerlo da sola: vedremo”.

affaritaliani

Wal Disney italiano/ Iginio Straffi, padre delle Winx, ad Affaritaliani: così ho rilanciato il cartoon made in Italy nel mondoultima modifica: 2008-11-22T10:27:57+01:00da michelepositano
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