Portafoglio/ Contro la crisi? Si investe in Zebù

Investire in zebù con un rendimento del 7% grazie all’idea di un’associazione non profit. E’ una delle forme alternative (e più innovative) di impiego del capitale da parte degli investitori in tempi di crisi, che unisce buoni guadagni e solidarietà. Se ne parla su Focus, il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Sandro Boeri, in edicola oggi con un approfondimento sulla crisi finanziaria.

L’operazione è promossa dallo Zebu Overseas Board, associazione non profit del Madagascar, per facilitare l’accesso della popolazione locale a forme di microcredito.

E infatti con 300 euro è possibile acquistare online uno zebù, unaspecie di bovino molto diffuso nei paesi caldi dall’Africa all’Asia, e cederlo, con la forma del leasing finanziario, a una famiglia malgascia che lo userà per arare i campi, come animale da soma, e se femmina per la produzione di piccoli zebini.

La famiglia affidataria si impegna a restituire il capitale, cioè il costo iniziale dell’animale, più interessi del 7% in due anni. L’investitore riceverà un certificato che attesta la proprietà dello zebù e verrà informato sulla sua salute e il suo impiego.

C’è un solo neo, però… Passati i due anni, se si vuole riscuotere il proprio denaro, occorre presentarsi di persona in una banca del Madagascar.

 


affaritaliani

Portafoglio/ Contro la crisi? Si investe in Zebùultima modifica: 2008-11-20T08:48:29+01:00da michelepositano
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