Puglia/ “La mafia si combatte con la cultura”. Ad affermarlo ai microfoni di Affari Winspeare, regista di “Galantuomini

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Lgalantuomini(3).jpggalantuomini(4).jpga cgalantuomini(6).jpgultura? E’ il mezzo che galantuomini(7).jpgserve combattere la Sacra Corona Unita e la mafia. A sostenerlo, ai microfoni di Affaritaliani, il regista di “Galantuomini” Edoardo Winspeare e gli attori Fabrizio Gifuni e Giuseppe Fiorello, in arte Fiorellino.

Ed è la formazione intellettuale l’unica che può far sì che questo cambiamento avvenga. Soprattutto al sud. Perché spiega Winspeare: “La mafia è nel nostro Dna. Da nord a sud. In quello degli italiani in generale. Ma dalla Puglia può partire una speranza. In questi anni è stata una regione attiva, e ha dato all’Italia cantanti e attori”. Continua: “Prima invece partiva tutto dal nord. Ora anche la Puglia invece propone musica, eventi culturali ed arte. Si è creato così il senso di comunità. Nonostante la corruzione penso che ci sia stato un senso di appartenenza alla regione. Ed è un grande passo. L’Italia deve fare come noi”.

L’appello parte proprio dallo stesso regista Winspeare, regista vissuto nel salento, terra di mafia e corruzione. “Perché, solo con la cultura si possono combattere le organizzazioni malavitose”. L’Italia è un paese molto interessante perché molto lungo, quindi le regole morali cambiano. Poco, ma cambiano. Da noi, nel Sud, è più importante comportarsi bene rispetto alla famiglia. Il senso familiare è importante. Per questo la mentalità dei giovani è difficile da cambiare”. Ma è proprio questo che dev essere modificato.

E i leccesi lo sanno bene. Non ultimo il caso dell’arresto di venti persone affiliate al clan “Tornese” della Sacra Corona Unita, dominante sul territorio soprattutto nell’ambito dello spaccio e della droga. Ultimo di una lunga serie di episodi e violenze che dal 1980 a oggi hanno colpito la Puglia. Motivo che ha portato l’artista a girare il film. Un’organizzazione criminale che, a differenza della Mafia siciliana, non aveva una sua tradizione.“Le cosche si facevano guerra fra loro” – ha raccontato Winspeare – “perché non c’era una vera e propria organizzazione. Per me è stato uno shock sentire dei mafiosi parlare il nostro dialetto”.


Le immagini del film

E il fenomeno è già diminuito. Ciò è dovuto al fatto che l’arte è entrata nella cultura dei giovani “Molti ragazzetti – racconta il regista – al posto di prendere la pistola e chiedere pizzo fanno altro, suonano il tamburello ad esempio. E siamo sicuri che attraverso l’arte si possa cambiare. Il radicamento del bello può fare moltissimo”.

 

 

E questo esempio è usato anche in altre regioni d’Italia colpite dalle organizzazioni criminali. Nella Locride ad esempio Michele Placido per combattere la mafia ha costruito un teatro. “Perché i giovani devono essere allontanati dalla strada” Così a San Luca, paese conosciuto per gli omicidi nella pizzeria Da Bruno a Duisburg, Germania è stato inaugurato un teatro, punto di ritrovo di molti giovani.

L’attore ha infatti deciso di coinvolgere 120 bambini delle scuole elementari e medie che hanno l’opportunità di “strapparsi di dosso” l’oppressione del “puzzo della mafia” e assaporare “il fresco profumo della libertà”.

affaritaliani

Puglia/ “La mafia si combatte con la cultura”. Ad affermarlo ai microfoni di Affari Winspeare, regista di “Galantuominiultima modifica: 2008-11-19T17:48:16+01:00da michelepositano
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