E Napolitano scivolò sulla… “freschezza” degli immigrati

nap7.jpg nap1.jpg

 nap2.jpg

nap6.jpgnap5.jpgnap4.jpg nap3.jpgIl presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ricevendo  al Quirinale un gruppo di nuovi cittadini italiani d’origine straniera, ci ha esortato a riconoscere la “freschezza” di cui sono portatori gli immigrati nel nostro Paese. Tanto da rafforzare l’Italia, ha aggiunto, con l’afflusso di “nuove energie”.

Il capo dello Stato si riferiva agli immigrati legali che poi, attraverso un percorso da mettere a punto, vengono naturalizzati italiani una volta verificata la loro adesione al “nostro sistema di valori e princìpi”. Il discorso del Presidente appartiene alla categoria degli appelli che meritano la definizione di “nobili”, per ispirazione e obiettivi.

Da Giorgio Napolitano, politico realista d’origine marxiana,  del resto non c’era altro da aspettarsi, compresa la sua “netta distinzione fra  immigrazione legale e illegale” scandita nel senso di agevolare la prima. Ha semmai sorpreso la parola “freschezza” concernente gli stranieri perché interpretabile – secondo qualcuno – come una implicita e speculare osservazione sulla mancanza oggi fra gli italiani autoctoni di tale qualità rispetto, immaginiamo, al lavoro e alle difficoltà della vita.

Ma al di là di questa nota, l’occasione al Quirinale e le parole del presidente potevano e possono sconcertare quegli italiani che si aspettano, per esperienza personale, una  pubblica, equilibrata “esplorazione” del complessivo tumultuoso fenomeno immigratorio sul nostro territorio, alla luce anche dei suoi aspetti spesso più visibili e sconfortanti. Attendono in altre parole messaggi autorevoli di comprensione (e consigli) di fronte alle difficoltà oggettive di assimilazione.

Il cittadino medio infatti non vede prevalere la “freschezza” fra gli immigrati perché il numero degli illegali  sbandati e non facilmente integrabili è molto alto. E il processo che può portare alla loro legalizzazione (non di facciata) e poi alla piena cittadinanza resta assai circoscritto, quasi elitario.

La cerimonia al Quirinale – replica di quelle da tempo  celebrate in Francia all’Eliseo – fotografa in realtà soltanto una minuscola parte del panorama. Mentre, ad esempio, è sotto gli occhi di tanti nelle nostre città l’inurbamento incontrollato e massiccio, spesso in condizioni generali indegne per l’immigrato che le subisce, costretto fra l’altro a vivere di espedienti quotidiani sul filo non di rado del Codice penale. Tutto ciò purtroppo appartiene alla dura cronaca giornaliera.

La verità inconfessata è che i pesanti problemi – pratici, culturali, di costume, sociali – che comporta oggi l’immigrazione in Paesi come il nostro che non sono “colonie di popolamento” come un tempo le Americhe, non potranno essere affrontati con qualche speranza di successo se non sarà posto un freno all’immigrazione illegale (spesso pilotata dall’esterno) e alla permanenza clandestina. In Europa soltanto una solida politica comune potrebbe  agire in tal senso. Ma siamo ancora lontani da questo traguardo poiché l’Unione europea, che secondo le stime ha circa otto milioni di immigrati clandestini, è politicamente troppo debole e divisa.
affaritaliani

foto tratte dal web

E Napolitano scivolò sulla… “freschezza” degli immigratiultima modifica: 2008-11-17T09:02:20+01:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento