Italia ko/ Un Paese con le tasche vuote. Istat: il 53,7% è insoddisfatto

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Iauto_b1--180x140.jpgtaliani sempre più insoddisfatti della propria condizione economica. Il Nord rimane la parte piu’ ‘ricca’ e il sud quella piu’ povera. L’Istat fotografa il Belpaese nell’Annuario statistico 2008. Quest’anno “la percentuale di persone di 14 anni e piu’ che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte della propria situazione economica scende al 43,7%”. Nel 2007 i soddisfatti superavano la soglia del 51% (per l’esattezza (51,2%). Un dato, quello della soddisfazione economica, costantemente in calo: basta pensare che nel 2001 i ‘soddisfatti’ erano il 64,1%. Il Nord-Italia rimane, comunque la piu’ ‘ricca’: la quota piu’ alta di soddisfatti tocca, infatti, il 51,8%, mentre si attesta al 43,1% nel Centro e si riduce al 33,4% nel Mezzogiorno. Le persone per niente o poco soddisfatte sono invece il 53,7% (33,1% nel 2001); la quota piu’ alta di insoddisfatti si trova al Sud (64,2%), meno rilevante quelle del Nord (45,9%) e del Centro (53,5%).

Ma se la maggior parte degli italiani e’ o si sente sempre piu’ povera, sempre nel 2008, l’80,1% della popolazione di 14 anni e piu’ esprime un giudizio positivo sul proprio stato di salute (dato di poco superiore al 2006); il 12,9% e’ poco soddisfatto, mentre le persone del tutto insoddisfatte sono il 4,4%. Nel Nord il livello di soddisfazione si attesta all’82,8%, nel Mezzogiorno scende al 77,3%. Nel 2008 la percentuale di famiglie che denuncia difficolta’ di accesso ai servizi di pubblica utilita’ costituisce una realta’ rilevante. Le situazioni di maggiore difficolta’ di accesso continuano a manifestarsi relativamente al pronto soccorso (55,7%), alle forze dell’ordine (40,6%), agli uffici comunali (35,3%), ai supermercati (31,5%) e agli uffici postali (27,9%). Permangono differenze a livello territoriale; infatti, le famiglie meridionali hanno piu’ problemi nell’accesso ai servizi, ma il divario diventa piu’ contenuto nel caso dei negozi di generi alimentari e dei supermercati.

– POPOLAZIONE: La popolazione residente in Italia anche nel 2007 ha fatto registrare un aumento di quasi mezzo milione di persone. I residenti nel nostro Paese, infatti, ha toccato la cifra di 59.619.290, circa 488.000 unita’ in piu’ rispetto all’anno precedente. Tale incremento – registra l’Istat – si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+494.871 unita’) che ha neutralizzato l’effetto negativo del saldo naturale (-6.868 unita’) sul quale ha influito l’aumento della mortalita’ nel Mezzogiorno. Al 1 gennaio 2008 gli stranieri residenti sono 3.432.651 con un incremento di 493.729 unita’ rispetto all’anno precedente; attualmente gli stranieri iscritti in anagrafe rappresentano il 5,8% della popolazione totale, un valore che conferma il trend crescente degli anni precedenti. Guardando la cittadinanza della popolazione straniera, i flussi provenienti dall’Unione europea (27,2%) tolgono il primato all’area dell’Europa centro-orientale (24,4%) a seguito dell’ingresso nell’Unione di Polonia e Romania, i paesi a piu’ alta componente migratoria.

– MATERNITA’: Il 2007 ha fatto registrare un leggero aumento delle nascite. La fecondita’ delle italiane e’ salita a 1,37 figli per donna (da 1,35 nel 2006), si tratta del livello piu’ alto registrato negli ultimi anni. All’interno dell’Unione Europea, ma per il confronto internazionale i dati si fermano al 2006, e fatta eccezione per la Germania (1,34 figli per donna), solo alcuni paesi dell’Europa dell’Est hanno livelli di fecondita’ piu’ bassi (in particolare la Slovacchia con 1,24 e la Polonia con 1,27).

– MATRIMONI: In lieve ripresa i matrimoni. Nel 2007 hanno detto “SI'” 250.041 coppie a fronte delle 245.992 del 2006. Il rito religioso rimane ancora la scelta piu’ diffusa (65%), anche se sono in continuo aumento i matrimoni celebrati con rito civile. E’ soprattutto nelle regioni meridionali a prevalere un modello di tipo tradizionale e la percentuale dei matrimoni celebrati con rito religioso e’ del 79,2% (contro il 53,5% del Nord e il 59,3% del Centro).

– ANZIANI: ormai un italiano su cinque e’ ultrassessantacinquenne e anche i “grandi vecchi” (dagli ottanta anni in su) rappresentano il 5,3% della popolazione italiana. Al 1 gennaio 2008 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con piu’ di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 142,6%. Considerando i dati a livello internazionale, che pero’ si fermano al 1 gennaio 2006, il nostro Paese, con un indice pari a 139,9%, e’ quello maggiormente investito dal fenomeno dell’invecchiamento. Gli altri paesi dell’Unione europea in cui la popolazione ha una struttura per eta’ particolarmente “vecchia” sono Germania, Grecia e Bulgaria.

– SOCIALE: Nel 2008 la partecipazione, in termini di impegno, dei cittadini alle attivita’ sociali e di volontariato risulta stabile rispetto al 2007: il 9% delle persone di 14 anni e piu’ partecipa alle attivita’ gratuite di volontariato, l’8,8% a riunioni di associazioni culturali, mentre il 15,8% si limita a versare soldi a un’associazione. Il Nord e’ piu’ impegnato, infatti le attivita’ di volontariato nell’area coinvolgono l’11,9% dei cittadini di 14 e piu’ anni, tale quota scende all’7,8% nel Centro e al 5,8% nel Sud.

SPORT: rimane sostanzialmente stabile la quota di persone di 3 anni e piu’ che, nel 2007, ha dichiarato di praticare uno sport con continuita’ (21,6%) o saltuariamente (9,7%). La percentuale di sedentari, cioe’ coloro che non si dedicano a uno sport ne’ a un’attivita’ fisica nel tempo libero, e’ pari a 40,2%, con le donne piu’ numerose degli uomini (44,9% contro 35,3%).

– CASA: ben il 73,7% delle famiglie, nel 2007, e’ risultata proprietaria dell’abitazione in cui vive, mentre quelle che hanno pagato un canone d’affitto rappresentano il 17,2% del totale. Tra le famiglie in affitto, la maggior parte vive in abitazioni di proprieta’ di un privato (70,8%, nel 2006 erano il 70,6%), mentre le famiglie che vivono in case di proprieta’ di enti pubblici sono il 22,3% contro il 20,5% del 2006. L’equo canone conferma il trend decrescente, le famiglie che hanno questo tipo di contratto passano dal 23,8% del 2006 al 21,8% del 2007, ma diminuiscono anche quelle con un tipo di contratto patti in deroga che passano dal 24,3% del 2006 al 23,5%.

– TRASPORTI: Nonostante il peggioramento delle condizioni economiche la maggior parte degli italiani continua a non utilizzare i servizi di trasporto pubblico: nel 2008, infatti, poco meno di un quarto della popolazione di 14 anni e oltre usa i mezzi pubblici urbani, il 16,8% quelli extra-urbani mentre il 29,4% ha preso almeno una volta il treno. La puntualita’ dei treni e’ ancora l’aspetto che incontra la percentuale di soddisfazione piu’ bassa fra gli utenti, appena il 42,6%, in diminuzione rispetto al 2007 (44,2%). Nel 2007 la quota prevalente del trasporto ha continuato ad indirizzarsi verso il traffico su strada: sono stati oltre 40 milioni gli autoveicoli circolanti, e fra questi si contano piu’ di 35 milioni di autovetture. Non a caso, tra i mezzi di trasporto privato il piu’ utilizzato, nel 2008, e’ ancora l’automobile, sia per gli occupati, come conducenti, che la usano negli spostamenti per recarsi al lavoro (69,7%) sia per gli studenti, come passeggero (36,3%).

– LAVORO: nel 2007 il tasso di disoccupazione e’ sceso al 6,1% dal 6,8% del 2006. Gli occupati sono aumentati di 234.000 unita’, arrivando a 23.222.000 (+1% rispetto all’anno precedente). Dalla rilevazione continua sulle forze di lavoro emerge inoltre che il numero delle persone in cerca di occupazione e’ sceso a 1.506.000, 167.000 in meno rispetto al 2006 (-10%). Sia il numero degli occupati sia quello dei disoccupati appaiono al livello migliore dalla fine del 1992, quando e’ iniziata la nuova serie della rilevazione. Come nel 2006, anche nel 2007 la componente straniera ha contribuito in maniera rilevante all’aumento della occupazione complessiva: circa i due terzi di tale aumento riguarda i cittadini stranieri (+154.000), di conseguenza la quota di lavoratori stranieri sale dal 5,9% del 2006 al 6,5%.

– ATTIVITA’ CULTURALI E SOCIALI VARIE: sono oltre 34 milioni e 439.000 persone, hanno visitato, nel 2007, i 400 luoghi di antichita’ e arte (di cui 197 musei e gallerie e 203 monumenti e aree archeologiche) presenti nel nostro Paese, con una leggera contrazione (-0,1%) rispetto all’anno precedente. Nel 2006 sono stati pubblicati 61.440 libri (+2,8% nel confronto con l’anno precedente), per una tiratura complessiva di oltre 268 milioni di copie. Nel 2008 il 65,2% della popolazione di sei anni e oltre ha fruito di almeno uno spettacolo o intrattenimento fuori casa. Il cinema si conferma in cima alle preferenze: una persona su due (di piu’ di sei anni) e’ andata almeno una volta a vedere un film in sala. Nella graduatoria seguono le visite a musei e mostre (28,5%), gli spettacoli sportivi (26,8%), la frequentazione di discoteche e balere (22,7%), le visite a siti archeologici e monumenti (21,4%), il teatro (20,7%), gli altri concerti di musica (19,9%) e, all’ultimo posto, i concerti di musica classica che interessano appena il 9,9% della popolazione. Il teatro e’ l’unica attivita’ fuori casa, fra quelle considerate, in cui la partecipazione femminile e’ maggiore rispetto a quella maschile (22,5% delle donne contro il 18,7% degli uomini). Guardare la televisione e’ un’abitudine consolidata per il 94,3% della popolazione di 3 anni e piu’, mentre il 57,7% ascolta la radio tutti i giorni. Meno diffusa e’ l’abitudine alla lettura di giornali e libri: legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 56,6% delle persone di 6 anni e piu’ (erano il 58,8% l’anno precedente) mentre il 44,0% dedica parte del proprio tempo libero alla lettura di libri. Sempre nel 2008, il 44,9% della popolazione di 3 anni e oltre dichiara di utilizzare il personal computer e il 40,2% si collega ad Internet. L’uso del pc coinvolge soprattutto i giovani e tocca il livello massimo nella fascia di eta’ tra i 15 e i 19 anni (oltre l’80%); con il crescere dell’eta’ diminuisce l’uso e nella fascia 65-74 anni la percentuale scende al 9,1%, raggiungendo l’1,9% per i 75 anni e oltre. A livello territoriale, permane uno squilibrio nell’uso del pc (Nord e Centro rispettivamente 49,5% e 46,9%, Mezzogiorno 37,7%) e di Internet (Nord e Centro rispettivamente 45,0% e 42,9%, Mezzogiorno 32,6%).

ISTRUZIONE: Sono stati quasi nove milioni (per l’esattezza 8.938.005) gli studenti iscritti all’anno scolastico 2006/2007, 28.898 in piu’ rispetto a quello precedente, a conferma del trend positivo avviato nel biennio 2000/2001. Il tasso di scolarita’ si attesta ormai da qualche anno intorno al cento per cento per la scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, mentre e’ in continuo aumento quello della secondaria di secondo grado, passato dall’89,8% del 2001/2002 al 92,5% del 2006/2007.

– UNIVERSITA’: I giovani iscritti per la prima volta all’universita’ nell’anno accademico 2006/2007 sono stati poco piu’ di 308.000, circa 16.000 in meno rispetto all’anno precedente (-5,0%), confermando una fase di flessione delle immatricolazioni rilevata a partire dal 2004/2005; in controtendenza le immatricolazioni ai corsi triennali dei gruppi chimico-farmaceutico (+5,2%) e ingegneria (+4,7%). Nel complesso la popolazione universitaria e’ composta da 1.809.186 studenti, con una mobilita’ territoriale piuttosto elevata: uno studente su cinque studia in una regione diversa da quella di residenza. La partecipazione agli studi universitari risulta particolarmente elevata in Molise, Abruzzo, Basilicata e Lazio, regioni in cui per 100 residenti di 19-25 anni, piu’ di uno su due e’ iscritto a un corso accademico, spesso fuori sede.

– GIUSTIZIA PENALE: i dati dell’Istat si riferiscono al 2006. I procedimenti pendenti presso i tribunali ordinari erano 3.129.994 (3.178.367 nel 2005), 18.795 quelli pendenti presso i tribunali per i minorenni (contro i 18.380 dell’anno precedente). Sempre nel 2006 i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorita’ giudiziaria erano 2.771.490, con un aumento del 7,5% rispetto al 2005. Tra le tipologie di delitti gli omicidi volontari erano cresciuti del 3,3% rispetto al 2005, le rapine del 9,4%, i furti del 5,4%, le truffe e le frodi informatiche del 20,5% e le violenze sessuali del 12,3%.

– SALUTE: la salute degli italiani , in generale e’ buona. Nel 2007 il 73,3% della popolazione residente in Italia ha valutato buono il proprio stato di salute, con differenze di genere a svantaggio delle donne (70,2% contro 76,6% degli uomini). La presenza di patologie croniche costituisce un importante indicatore per comprendere lo stato di salute della popolazione. Il 39,2% dei residenti in Italia ha dichiarato di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, quelle maggiormente riferite sono l’artrosi/artrite (17,9%), l’ipertensione (15,8%), le malattie allergiche (10,6%) e l’osteoporosi (7,3%).

affaritaliani

Italia ko/ Un Paese con le tasche vuote. Istat: il 53,7% è insoddisfattoultima modifica: 2008-11-12T17:41:32+01:00da michelepositano
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