Giovani/ Bullismo e cyberbullismo, i teenegers trovano appagamento nella violenza

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Baby bulli, cyberbulli e chi più ne ha più ne metta. Quella dei ragazzi di oggi è la generazione di ragazzi che pubblicano su you tube i video in cui picchiano amici più deboli, che inviano alla loro “tribe” ripetutamente sms intimidatori o di scherno, che rubano foto scattate con il telefonino e le diffondono senza nemmeno la consapevolezza di violare l’altrui privacy. E  c’è chi dalla strada passa al web o al contrario chi dalle violenze e alle molestie on line passa a quelle di strada, fatte di botte e ricatti.

 

Una cosa è certa però. Ai bulli la violenza piace proprio. Ma non solo. Chi fa il bulletto trova in questa pratica soddisfazione e appagamento. O almeno così è quanto emerge dal primo studio sul cervello di giovani classificabili come bulli e coetanei senza il disturbo di condotta.

LO STUDIO- Osservando l’attività cerebrale con la risonanza magnetica, Jean Decety della University of Chicago ha visto che nel cervello dei bulli cui vengono mostrati atti di prevaricazione e violenza si attivano le aree del piacere. Piuttosto che empatizzare con la sofferenza altrui, dunque, i bulli ne godono, è spiegato sulla rivista Biological Psychology.

articolo tratto da affaritaliani.it

Giovani/ Bullismo e cyberbullismo, i teenegers trovano appagamento nella violenzaultima modifica: 2008-11-10T09:03:30+01:00da michelepositano
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