Diario americano: terza tappa. Ecco cosa cambia per l’Ue

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CHI E’. Parlamentare del Pd, Alessia Mosca ha fatto parte, fino ad aprile 2008, della segreteria tecnica del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Dal novembre 2007 e fino all’insediamento dell’attuale Governo ha fatto parte dell’Esecutivo nazionale del Partito Democratico, come responsabile Lavoro. Alle elezioni politiche di quest’anno è stata eletta e attualmente è membro della XVI Legislatura come deputato. Fa parte della Commissione Lavoro della Camera di cui è stata nominata segretario nel maggio 2008.

Siamo giunti alla data fatidica. Inizio la giornata con una visita che esula da quanto sta avvenendo nei seggi elettorali, per rendere omaggio a 4 soldati italiani sepolti nel cimitero militare di Arlington in Virginia. Un ricordo doveroso nella giornata dedicata alle Forze Armate. La guida parla dei soldati caduti per questo paese con autentico orgoglio e patriottismo, poi invita tutti ad andare a votare (lui dice di aver votato per Obama). E quando scopre che sono un membro del parlamento italiano, esprime la sua ammirazione per il fatto che io faccia parte del sistema democratico.

Uscita dal cimitero, mi reco ai seggi. C’è tanta gente, ma non ci sono file. Tutto è molto ben organizzato, almeno nella scuola che ho visitato io. Mi impressiona il fatto che ci siano materiali elettorali praticamente fino alle urne. Tutte le persone con cui parlo dichiarano di aver votato per Obama, ma il mio campione non è rappresentativo e forse è più facile ammettere di votare democrats in questo momento. Per questo i sondaggi spesso sono errati.

La sensazione comunque è che Obama possa farcela. Gli altri appuntamenti della giornata sono stati agli uffici della Nasa e a Finmeccanica, sede di Washington. Il mio interesse, in entrambi gli incontri, è di capire in che modo il cambio di amministrazione potrà modificare alcune scelte strategiche e le relazioni tra Stati Uniti e Italia/Unione europea. Nessuno ovviamente può per certo fare previsioni. Tuttavia, per quanto riguarda la prima questione, c’è accordo nel sostenere che entrambi i candidati si approcceranno alle scelte strategiche per la ricerca aerospaziale in modo identico, non riducendo il budget ad essa destinato.

Per quanto concerne le relazioni transatlantiche, invece, l’opinione è che i due candidati potrebbero avere atteggiamenti differenti, seppur nella linea di continuità con il passato e la tradizione di buone relazioni. In realtà, prima che queste considerazioni possano trovare le prime conferme dovrà passare parecchio tempo, perché il nuovo presidente si insedierà a gennaio e poi perché è probabile che il lancio del programma di governo sarà messo a punto solo dopo che si sarà costituita la squadra e quindi ci vorranno altri mesi.

Tra poco, con un gruppo di italiani che vivono qui, ci troveremo a casa di Nina Gardner che ha lavorato per tutti questi mesi alla campagna di Obama. Seguiremo insieme le fasi di spoglio. Sarà una lunga notte. Mercoledì l’America si sveglierà repubblicana o democratica? Non ci vorrà molto, speriamo, per avere la risposta.


Diario americano: terza tappa. Ecco cosa cambia per l’Ueultima modifica: 2008-11-05T10:55:00+01:00da michelepositano
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