Mumble Mumble/ Bocca di Rosa e Marinella protagoniste di un fumetto. A dieci anni dalla morte, la musica di Fabrizio De Andrè diventa comic

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E’ un ricordo personale e nello stesso universale. Sono immagini in musica che descrivono quei vicoli grigi di ardesia e degrado, in cui si respira un’aria “carica di sale, gonfia di odori”, quei palazzi che rubano la luce del sole da dove escono ed entrano ragazze perdute, ladri e assassini. E’ esistito il cantore di quella Genova arida con lo straniero, magnifica per chi è nato nell’acqua pesante del suo porto, sugli scogli frastagliati e aguzzi come cocci si bottiglia. Ha preso poi il mare e si trasferito, esule volontario, nella Sardegna selvaggia che lo vide ostaggio dei rapitori. E’ il menestrello di mondi in rovina e di vite consumate.


Fabrizio De André

Parliamo di Fabrizio De André, tornato prepotentemente d’attualità, a quasi dieci anni dalla morte, al cinema, nell’editoria e anche nel fumetto: ne è nato in fatti uno su di lui, su quell’immenso poeta dalla voce profonda, l’eterna sigaretta fra le labbra, il ciuffo di capelli biondo cenere che gli scendeva sugli occhi, mentre, chino sulla chitarra, snocciolava le sue storie. “Ballata per De André” è scritto e disegnato da Sergio Algozzino, che Mumble Mumble ha raggiunto a Lucca, mecca del fumetto in questo primo scorcio di novembre, dove il libro è stato presentato.


La copertina di “Ballata per Fabrizio De André”

Come nasce l’idea di mettere in fumetto la storia di De André?
“In realtà io non volevo fare una biografia. Era un progetto dalla Becco Giallo ed io ero molto interessato a svilupparlo, essendo un grandissimo fan di De André. La prima cosa che avevo in testa era proprio quella di non fare una biografia: ci sono libri e libri su questo. Volevo quindi fare qualcosa che un appassionato di De André desiderasse e non avesse mai trovato altrove: far ruotare i personaggi delle sue canzoni in una storia a fumetti”.

Per esempio: c’è Bocca di Rosa? La ragazza con gli occhi colori di foglia di Via del campo?
“C’è Princesa, poi Marinella, Bocca di Rosa, Miché, poi personaggi meno conosciuti dal grande pubblico come Angiolina, Sinam, il Giudice…”


Ballata per Fabrizio De André (pag 18)

E come sei riuscito a fare un raccordo fra tutti questi personaggi?
“L’idea è di farli incontrare e di farli ragionare su chi sono e dove sono: una sorta di analisi di coscienza del sé. I personaggi si rendono conto di essere delle canzoni e si pongono delle domande filosofiche: ‘Chi sono? Da dove vengo? Esisto o non esisto?’. E’ un’operazione un po’ teatrale, un po’ pirandelliana come ‘Sei personaggi in cerca di autore’. Il fumetto è infatti diviso in quattro atti”.

Mettere nel mondo delle nuvolette chi si esprimeva in musica non è stato difficile?
“E’ stato difficilissimo! E’ un lavoro che non avrei fatto se non avessi trovato la chiave interpretativa giusta. Dovevo confrontarmi con personaggi con caratteristiche belle precise, sia psicologicamente, a volte con anche la loro descrizione fisica. Io ho fatto un lavoro che cerca di stimolare la fantasia e lo spirito critico del lettore. Ognuno, leggendo questo fumetto, deve farsi una sua idea dell’Olimpo deandreiano”.

Quali sono le tue canzoni preferite?
“La mia canzone preferita è ‘Il testamento di Tito’. Tito c’è nella storia, e ci sono altri personaggi che pensavo secondari ma che hanno assunto – man mano che andavo avanti con la storia – una rilevanza che non avrei mai pensato: il Gorilla, ad esempio, Andrea (quello che ‘si è perso’). C’è Gesù (quello de ‘La buona novella’) e il Blasfemo… figure in contrasto: l’universo di De André è senza confini, etici e narrativi”.


Ballata per Fabrizio De André (Pagina 50)

 

Hai avuto modo di avere contatti diretti coi familiari?
“Purtroppo no. Li ho avuti con la Fondazione De André, che segue e controlla tutto il materiale che esce su di lui. Tantissime le pubblicazioni previste, visto che a gennaio prossimo cade il decennale della morte… ma questo fumetto è l’unico nel suo genere”.

Hai mai conosciuto De André? Sei andato a un suo concerto?
“Magari! Lo conosco solo ‘in musica’…”

affaritaliani

Mumble Mumble/ Bocca di Rosa e Marinella protagoniste di un fumetto. A dieci anni dalla morte, la musica di Fabrizio De Andrè diventa comicultima modifica: 2008-11-03T08:44:57+01:00da michelepositano
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