Il governo ha rischiato di cadere. E’ stato Bossi a evitare il crack

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Ma quali manifestazioni degli studenti contro il decreto Gelmini. Macché corteo del Partito Democratico. Neanche la crisi economico-finanziaria spaventa più di tanto. A mettere a serio rischio l’esecutivo di Centrodestra, pochi giorni fa, è stata la legge elettorale per le Europee. Affaritaliani.it ricostruisce un passaggio delicatissimo, che avrebbe addirittura potuto portare alle clamorose dimissioni del presidente del Consiglio. Andiamo con ordine. Il premier fin dall’inizio ha voluto fortemente la riforma con sbarramento al 5% e senza preferenze. Una scelta decisa, inequivocabile e ribadita più volte. In commissione la riforma del Pdl è passata ma arrivati in Aula sono cominciati i problemi.

Il primo è stato Veltroni. Il segretario del Partito Democratico, inizialmente non contrario ad abolire il voto di preferenza, è stato costretto a rivedere la sua posizione spinto dalle varie anime del Pd e per non lasciare troppo spazio a Di Pietro. Ma il vero problema per Berlusconi è cominciato quando ampi settori di Alleanza Nazionale hanno fatto capire di essere a favore delle preferenze. Più qualche esponente del Centrodestra isolato con l’ex Udc Giovanardi. Il premier ha cercato di convincere Fini a non mettere il voto segreto sull’emendamento centrista, proprio quello che conservava la possibilità di scelta ai cittadini-elettori. Ma il presidente della Camera, pressato dalle opposizioni e dal alcuni dei suoi, non era affatto propenso ad accontentare il Cavaliere e si preparava a concedere il voto segreto sulle preferenze.

Fatti due conti, soprattutto al Senato, la maggioranza era a forte rischio. Fortissimo. La bocciatura sarebbe stato un colpo durissimo per il premier, che con una maggioranza bulgara non sarebbe stato in grado di far passare la propria linea, uno smacco enorme. Che – raccontano nel Palazzo – avrebbe portato fortissime fibrillazioni all’interno del governo, con la possibilità estrema anche se remota di dimissioni del presidente del Consiglio. D’altronde An non voleva cedere, nonostante le dichiarazioni dei big. Senza preferenze Berlusconi avrebbe piazzato la regola del 70 a 30 nelle candidature a favore di Forza Italia. Mentre con l’attuale sistema gli uomini di Via della Scrofa, più forti sul territorio, soprattutto al Sud e al Centro, sono convinti di strappare almeno un 40% di eletti del Pdl.

A capire il pericolo è stato Umberto Bossi, che delle Rifome è pur sempre ministro. Da qui la discesa a Roma in persona del Senatùr e l’incontro con il premier. Il leader della Lega, preoccupato anche per il cammino del federalismo fiscale in Parlamento, ha convinto il Cavaliere che sarebbe stato un suicidio rischiare di farsi malissimo su un tema di scarso interesse per l’opinione pubblica. E così la decisione di tornare in Commissione. Di azzerrare la riforma ricercando un consenso più ampio, come richiesto anche dal capo dello Stato. Di fatto i tempi non ci sono e si voterà con l’attuale legge elettorale (preferenze e nessun sbarramento), una soluzione che non piace molto a Berlusconi ma che gli ha evitato un pericolo enorme e la prima potenziale crisi dopo il trionfo di aprile.

BERLUSCONI: VIVERE FINO A 120 ANNI E’ POSSIBILE
In un futuro prossimo si potrà vivere fino a 120 anni in buona salute. Gli strumenti ci sono tutti: medicina preventiva, esame del Dna, cellule staminali…
“. Lo scrive il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in un articolo per Kos, la rivista bimestrale dell’editrice San Raffaele, diretta da don Luigi Maria Verzè. “Se la durata media della vita – scrive il premier – è stata di poco superiore ai vent’anni sino all’ottocento, di quarant’anni all’inizio, del novecento ed è arrivata oggi a ottant’anni, perche’ non puo’ davvero arrivare in un futuro prossimo a centovent’anni vissuti in buona salute?”.

Per il Presidente del Consiglio gli strumenti ci sono tutti: “con la medicina preventiva, con il controllo a distanza, con l’esame del Dna, con l’utilizzo delle cellule staminali, con un conseguente razionale stile di vita ogni soggetto sarà nella condizione di conservarsi sano ed efficiente più a lungo”. La vita è un dono “che ciascuno di noi – scrive ancora Berlusconi – deve saper spendere virtuosamente e intensamente”.

Ricordando Goethe, Tolstoj e Prezzolini, il premier afferma “sono certo che una vita più lunga di qualche decennio potrà diventare un obiettivo raggiungibile” e chi “si occupa di politica, cioè degli altri, dovrebbe impegnarsi anche su questo fronte, perché il tempo che l’uomo sta guadagnando si possa vivere nel migliore dei modi e con tutte le opportunità possibili”.

Il governo ha rischiato di cadere. E’ stato Bossi a evitare il crackultima modifica: 2008-11-03T09:21:53+01:00da michelepositano
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