Milano/ La storia di Angelino, il bimbo down che manteneva la famiglia. La proposta di Affari: dategli l’Ambrogino d’Oro

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Angelino, bimbo down, due anni appena, non poteva dire neppure una parola. Angelino, bimbo down, operato subito dopo la nascita, non poteva neppure camminare. Eppure era lui, Angelino, occhi neri neri e le manine forti, a mantenere la mamma disoccupata, il papà rimasto senza lavoro e i due fratellini, Rosario e Federico. Il primo di quattro anni, l’ ultimo di undici mesi soltanto. Era lui, Angelino, a mantenerli tutti quanti con la sua pensione di invalidità da 444 euro al mese. Era lui, al passato, perché adesso Angelino non è più niente. E’ morto la notte del 17 marzo 2005, prima dell’ alba, forse soffocato o chissà per quale altra ragione. A trovarlo senza vita, con la lingua serrata tra i dentini, la madre e il padre. Angelino era lì, nella culla, immobile, un braccino attorno all’ orsacchiotto.

«Svegliati amore, svegliati…», tutto inutile. «All’ una di notte mio figlio aveva la febbre, tre ore dopo non respirava più» . All’ una Angelino aveva la febbre, ma era successo tante altre volte e quel batuffolo non abbastanza forte sulle gambe da potersi reggere in piedi da solo, alla fine s’ era sempre ripreso. «L’ ho toccato in fronte, era l’ una di notte – raccontava Salvatore, il padre, 50 anni, arrivato a Milano da Reggio Calabria tanto tempo fa – scottava un po’ , allora gli ho dato un goccino d’ acqua e un bacino sulle labbra». Tre ore più tardi è stata la moglie a buttarlo giù dal letto. «Salvatore, Salvatore, Angelino sta male…», s’ è messa a gridare. Ma era già morto, Angelino. E gli uomini dell’ ambulanza, arrivati in fretta, non hanno potuto fare nulla. Il tentativo di rianimarlo non è servito, la corsa alla clinica «De Marchi» neppure.

Una famiglia povera, quella di Angelino. Talmente in miseria che il ricco di casa era proprio lui, il bimbo down. L’ unico, di cinque, a portare soldi in quel primo piano del palazzone scrostato e grigio di via Pomposa 5, a due passi dalle luci di corso Lodi. Giri l’ angolo ed entri in una favola triste. Non sembra, ma è Milano anche questa. «Devo ringraziare un amico avvocato – raccontava Salvatore, mentre piange e bacia la foto del suo piccolino ora morto – è stato lui a interessarsi per fargli avere la pensione. E visto che io sono senza lavoro da tre anni, è con quei soldi, quelli di Angelino, che qui si mangiava. Certo, c’ è anche un’ insegnante di religione che ci aiuta, donna benedetta, spesso ci porta qualche cosa… Ma sia chiaro, ai miei bimbi non è mai mancato nulla. Angelino non mangiava le carote, ma adorava il formaggio e la bresaola». Già, la bresaola, il piatto fisso di casa Pace. Una casa che una volta era bianca e dove a fatica entra la luce, dove mancano le maniglie alle porte, dove anche il crocefisso s’ è rotto, dove tre stanze non superano i quaranta metri quadrati e dove tutti, lì attorno, andavano a fare un salto proprio per salutare Angelino.

Mai un dolce su quel tavolino di formica del cucinotto, mai un soprammobile su quei mobiletti zoppi presi in qualche mercatone e dove appoggia il maxischermo di famiglia, un vecchio scatoloncino di 14 pollici. «Per sfamare i miei – raccontava Salvatore – tanti anni fa ho fatto anche cose brutte. Ho rubato, ho venduto la droga. Mi hanno arrestato e ho capito che mai avrei potuto rifarlo. Meglio morto. M’ ero trovato un posto da facchino alla cooperativa, ma mi hanno cacciato quando l’ ernia mi ha bloccato la schiena. Come faremo adesso non lo so davvero… Ad Angelino dovevano arrivare seimila euro di arretrati, una vera fortuna per noi. Ma adesso che m’ importa, lui non c’ è più e quei soldi non mi servono. Ne faremo a meno… Sono pur sempre un cittadino italiano, aiutano gli extracomunitari, forse aiuteranno anche me». Aveva un giocattolo solo Angelino, un orsacchiotto malandato con la tutina a strisce e un cappellino in testa. Lui gli premeva l’ orecchio, l’ orsetto suonava.


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Milano/ La storia di Angelino, il bimbo down che manteneva la famiglia. La proposta di Affari: dategli l’Ambrogino d’Oroultima modifica: 2008-10-30T11:22:21+01:00da michelepositano
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