Fare proposte concrete di governo. Ecco la vera mission dei Democratici

Siamo più di due milioni» – «No alle tasse che uccidono il lavoro». Questo lo striscione di apertura del corteo partito da Circo Massimo sorretto da leader politici come Tremonti, Matteoli e Scajola. Destinazione finale: Piazza San Giovanni, addobbata con striscioni in cui si leggono slogan come: «più libertà, meno Prodi». Per le strade di Roma sfila anche un carro allegorico, in stile Viareggio, con la caricatura di Prodi in versione Pinocchio. Il leader dell’Unione ha un lungo naso «per le sue bugie» e guida un cocchio con due asini che hanno in groppa il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa e il leader Ds Piero Fassino. Al centro del carro c’è anche la caricatura di Massimo D’Alema in tenuta da barca che scruta il mare. I leghisti fan notizia perché fischiano anche questa volta l’inno di Mameli. A


Siamo più di due milioni» – «No alle tasse che uccidono il lavoro». Questo lo striscione di apertura del corteo partito da Circo Massimo sorretto da leader politici come Tremonti, Matteoli e Scajola. Destinazione finale: Piazza San Giovanni, addobbata con striscioni in cui si leggono slogan come: «più libertà, meno Prodi». Per le strade di Roma sfila anche un carro allegorico, in stile Viareggio, con la caricatura di Prodi in versione Pinocchio. Il leader dell’Unione ha un lungo naso «per le sue bugie» e guida un cocchio con due asini che hanno in groppa il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa e il leader Ds Piero Fassino. Al centro del carro c’è anche la caricatura di Massimo D’Alema in tenuta da barca che scruta il mare. I leghisti fan notizia perché fischiano anche questa volta l’inno di Mameli. A metà pomeriggio ecco la prima stima: raggiunta e superata quota un milione. Bondi non si trattiene: «È la più grande manifestazione del dopoguerra». Il primo a salire sul palco è Berlusconi, poi Fini e Bossi. Toni diversi, obiettivo unico: «Mandare a casa il governo Prodi». E prima che la manifestazione finisca, Berlusconi torna sul palco e annuncia: «Siamo oltre due milioni!». Ma sul numero di partecipanti è il solito balletto di cifre: alla fine della manifestazione, da ambienti delle forze dell’ordine, arriva la stima di circa 700 mila manifestanti. Fin qui la cronaca del Corriere del 3 dicembre 2006.

Bei tempi, tempi in cui manifestare contro il governo, veniva considerato normale, tempi in cui riempire le piazze per chiedere la caduta del governo, magari organizzando qualche spallata era cosa di tutti i giorni. Tempi in cui chiamare la polizia per reprimere il libero dissenso sarebbe stato considerato manovra comunista o giù di li. Ma a noi non piacciono le polemiche passate. Sabato saremo in piazza per il futuro non per il passato, in una piazza gigantesca come il Circo Massimo, proveremo a rappresentare la paura per il presente e l’incertezza per il futuro. C’è rabbia per il presente per gli 8 miliardi di euro di tagli nella scuola, 200.000 posti di lavoro in meno, meno aule, meno insegnanti, meno formazione, c’è rabbia per i 700 milioni di tagli nell’università, la meno finanziata dell’Europa occidentale, c’è rabbia per il miliardo di euro di tagli nel comparto sicurezza e i conseguenti 7000 agenti in meno nei prossimi anni, c’è rabbia per lo 0,2 di aumento della pressione fiscale quest’anno e nessuna diminuzione fino al 2011, in barba agli slogan elettorali, c’è rabbia per l’ammontare dell’evasione fiscale in Italia di circa 300 miliardi, di cui, l’evasione di imposte dirette è 115 miliardi di euro, l’economia sommersa sottrae 105 miliardi, la criminalità organizzata 40 miliardi e 25 miliardi chi ha il secondo o terzo lavoro. E c’è incertezza di fronte ai crolli continui delle borse di tutto il mondo, nonostante le migliaia di miliardi di euro investiti dai governi per salvare dal fallimento i colossi finanziari dai piedi d’argilla, e l’incertezza sta trasformandosi in terrore che la crisi finanziaria si trasferisca in crisi economica reale. Recessione, disoccupazione, blocco del mercato. A tutto questo non basta più rispondere con un sorriso mascellare perpetuo, ma neanche basta secondo me individuare in Berlusconi e nell’anti-berlusconismo l’unica ragion d’essere dell’opposizione.

Giovedì scorso alla Camera il Pd ha proposto una soluzione realistica e concreta per il futuro di Malpensa, la liberalizzazione delle tratte abbandonate da Alitalia. Il Governo non ha accettato la proposta dell’opposizione, ma in Aula la Lega e molta Pdl hanno aggiunto il loro voti ai nostri e il Governo è stato battuto. Il Partito Democratico deve e può dimostrare che sa rappresentare la rabbia e l’incertezza per il domani trasformandole poi in proposte concrete di governo per l’oggi. E’ questo il nostro compito e sarà anche questo certamente il cuore del discorso di Veltroni sabato al Circo Massimo, di fronte a una grandissima folla.

Fare proposte concrete di governo. Ecco la vera mission dei Democraticiultima modifica: 2008-10-24T16:23:57+02:00da michelepositano
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