Anoressia/ “Pronta a morire per essere magra. Voglio vedere sulla bilancia il numero 35”. I racconti choc di Federica e Caterina. Foto

476168140.jpg902275887.jpg23367540.jpgSono pronta a tutto, anche a morire, pur di apparire magra. Cosi, come sono ora, non mi posso nemmeno guardare. Mi faccio schifo. Pancia, fianchi e cosce sembrano quelli di un maiale. Devo perdere, almeno, altri 5 kili. Il mio obiettivo è quello di vedere sulla bilancia il numero 35. Se pensi di riuscire a convincermi ad andare in una clinica-galera, sei fuori strada cocca. Tu pensi di sapere tutto. Pensi che io sia malata. In realtà non sai niente, non capisci niente, perché di malato io non ho proprio nulla. Non mi piaccio e so di poter cambiare le cose. Tutto qui. Quando avrò raggiunto il traguardo, a costo di strapparmi la carne da dosso, ti manderò la mia foto e ti racconterò di quanto sono felice“. E’ arrabbiata con il mondo Federica Deminiussi. L’ho sentita per telefono dopo che sua madre mi ha contattata chiedendomi di convincerla ad entrare in una struttura specializzata per il ripristino del peso.

Oggigiorno siamo, ormai, abituati a sentir parlare di anoressia e per quanto sia triste da dire, forse, la cosa non ci impressiona quasi più. Ma una curiosità rimane: tutte le persone molto magre sono anoressiche? “Assolutamente no” – dice Mian -. “Quello della magrezza uguale anoressia, è un luogo comune. La magrezza estrema è un campanello d’allarme, ma l’anoressia prevede altro. Ci sono cose ‘tecniche’ da valutare (uso di diuretici e lassativi, attività fisica smodata, vomito auto-indotto, digiuno, eccessiva preoccupazione verso le forme corporee e nel caso delle femmine, assenza del ciclo mestruale da almeno tre mesi).

Ciò che pochissimi sanno, inoltre, è che molto più spesso di quanto s’immagini, chi è molto magro è afflitto da particolari psicopatologie che hanno a che vedere con il cibo, ma non con il desiderio di apparire o sentirsi diversi da come in realtà si è. Tra i mie pazienti ho molti emetofobici e anginofobici. I primi vivono con terrore l’idea di vomitare (ma anche di veder altri farlo). Per questo motivo adottano una dieta altamente restrittiva che li porta, per forza di cose, ad un peso corporeo del tutto insufficiente. I secondi, si trovano in una situazione emotiva forse peggiore: per loro è drammatico il solo pensiero di deglutire, figuriamoci cosa può significare mangiare un pasto completo. Anche qui la perdita di peso è scontata”.

A tal proposito, Caterina Savrecich una giovane di 26 anni mi racconta: “Convivo con questo incubo da due anni. Mangio gli omogeneizzati di mio figlio, ma anche quelli iniziano ad essere difficili da mandar giù. Ormai, sono ridotta pelle ed ossa. Ho 40 kg per 1m e 68cm e in molti credono che sia anoressica. In realtà a me non interessa affatto essere magra, anzi, vorrei avere un peso normale, ma ho paura del cibo e ultimamente anche delle bevande”. ” Purtroppo” – continua Mian – “oggi giorno il fenomeno dell’anoressia è dilagante e anche chi soffre di disturbi di altra natura, se magro, viene etichettato senza possibilità di appello. Sebbene non conosca il caso della signora Savrecich, il suo essere confusa con un’anoressica non mi stupisce affatto”.

La nostra società, dunque, stando alle parole dell’esperto, è fatta da un esercito di scheletri, che in alcuni casi però, non sono il frutto di una non accettazione, ma più semplicemente della paura di stare male o di compiere gesti meccanici come il semplice deglutire. Una società in cui tutto viene messo in discussione, in questo caso, anche il vecchio (e alla luce di quanto scoperto, non più valido adagio): “Facile come bere un bicchier d’acqua”.

AFFARIITALIANI

Anoressia/ “Pronta a morire per essere magra. Voglio vedere sulla bilancia il numero 35”. I racconti choc di Federica e Caterina. Fotoultima modifica: 2008-10-05T19:14:00+02:00da michelepositano
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Un pensiero su “Anoressia/ “Pronta a morire per essere magra. Voglio vedere sulla bilancia il numero 35”. I racconti choc di Federica e Caterina. Foto

  1. ho letto con molto interesse ciò che hai scritto,e mi fa piacere sapere che al mondo esista qualcuno che non pensi alla magrezza come un puro sintomo dell’anoressia!!!Ho 35 anni,sono una donna oggi,ma da ragazzina intorno ai 22 anni,anche io come molte mi sono lasciata trascinare nel vortice dell’anoressia,per anni mi sono condannata ad una vita di privazioni,senza vomitare,semplicemente non mangiando!Inutile elencare le conseguenze di una scelta scellerata,se non l’unica vero problema che oggi mi proibisce di mangiare i cibi che mi piacciono davvero,sono ad un passo dall’ulcera,la cronicità della malattia che ha colpito il mio stomaco non mi permette di digerire cibi troppo elaborati e non solo,anche ingerire un pomodoro diventa un problema….Ho perso diversi chili in questi mesi,e per me ,che anoressica lo sarò sempre è fonte di preoccupazione!In questi anni ho riflettuto molto sul mio malessere,ed ho compreso le causa scatetante di tanto dolore riversato sul mio corpo….voler essere belli ad ogni costo non è che una minima parte della motivazione che spinge un essere umano a non amarsi,mancanza di autostima,povertà negli affetti,maltrattamenti psichici,paura di vivere,queste ed altre sono le motivazioni che spingono un’individuo a ferirsi….non sottovalutiamo mai i silenzi dei ragazzi,aiutiamoli amandoli sin da piccoli,perchè possano credere in loro stessi da grandi!
    Grazie ancora….

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