Il Giappone scheda le impronte degli stranieri

Roma – Si prepari a sporcarsi le dita chi voglia fare una capatina nel paese del Sol Levante: da oggi, a tutti gli stranieri e ai visitatori di passaggio in Giappone, verranno prelevati dati biometrici e scattate fotografie segnaletiche, per difendere il paese da potenziali attacchi di terroristi stranieri. Sebbene, a ben guardare, siano stati finora condotti esclusivamente da giapponesi. Il governo vuol dare del Giappone una immagine di meta ideale per il turismo, in un’epoca in cui le sanguinose azioni estremiste non risparmiano nessun angolo del mondo.

“Questa politica contribuirà grandemente a prevenire le attività di terroristi internazionali sul nostro territorio”, aveva spiegato l’ufficiale dell’Ufficio Immigrazione, Naoto Nikai, durante la presentazione del nuovo sistema. Approvata in via definitiva nel maggio del 2006, la misura prevede la registrazione permanente dei parametri biometrici delle impronte digitali a chiunque sia nato al di fuori del Giappone e abbia più di 16 anni di età.

L’archivio di impronte e foto sarà a disposizione delle forze di polizia locali e internazionali, e apparentemente non ha una scadenza prefissata: basterà un viaggio di pochi giorni per finire catalogati, vita natural durante, dalle autorità asiatiche. Il consenso alla schedatura è obbligatorio, e per chi non fosse d’accordo è previsto il rimpatrio immediato nel paese di provenienza. Uniche eccezioni previste sono quelle per gli ospiti di stato, i diplomatici e una parte degli stranieri residenti da tempo in Giappone.

Il Giappone scheda le impronte degli stranieriultima modifica: 2007-11-23T07:43:20+01:00da michelepositano
Reposta per primo quest’articolo